Anagrafe e Stato Civile

I libri parrocchiali dei battesimi (nascite), matrimoni e morti, redatti dai parroci della chiesa cattolica in maniera continuativa e sistematica a partire dal Concilio di Trento (1563), costituiscono una fonte importantissima per la storia della popolazione. Pertanto, per lungo tempo, la funzione probatoria e di documentazione di tali fatti giuridici a fini civili e processuali venne svolta non dallo Stato, ma dall'istituzione religiosa.

A livello statuale lo stato civile fu introdotto solo con la dominazione napoleonica nei primissimi anni dell’Ottocento e poi interrotto con Restaurazione.

Nel Regno di Sardegna, fu Carlo Alberto che, con le Regie patenti del 20 giugno 1837 (Regie lettere patenti per le quali S.M. approva l’annesso Regolamento per la tenuta dei registri destinati ad accertare lo stato civile), previo accordo con la Santa Sede, impose l’accertamento dello stato civile dei sudditi attraverso i libri parrocchiali, appositamente modificati ed uniformati, in modo che “debbano servire a doppio oggetto, il religioso ed il civile”.

Tale registrazione doveva avvenire anche per i culti acattolici. All’art. 40 del Regolamento si dice: “In ciascuna università israelitica, il rabbino, o chi ne fa le veci, dovrà pure tenere i registri per gli atti di nascita, di matrimonio e di morte degli individui che professano il culto israelitico. I registri verranno chiusi in fine dell’anno dal detto rabbino, o da chi ne fa le veci, ed il dopio ne sarà da lui consegnato al Prefetto della provincia nel mese di gennaio successivo” (art. 41).

La regolamentazione preunitaria fu abrogata quasi contemporaneamente all'introduzione della normativa unitaria. Con il R.D. 15 novembre 1865, n. 2602 veniva infatti istituito l'ordinamento dello Stato civile nel Regno d'Italia, attribuendo al Sindaco (art.1) la qualifica di ufficiale dello stato civile.

Negli archivi delle comunità ebraiche piemontesi è altresì piuttosto consistente la documentazione che attesta la particolare attenzione per la registrazione delle singole persone e dei nuclei famigliari e soprattutto delle morti, indipendentemente da quanto reso obbligatorio dalla normativa statuale.

A-100

Decessi con biografie

A-106

Censo delle famiglie

A-109

Stati di famiglia

A-117

Libro nascite

A-54

Corrispondenza del Maire col Rabbino per comunicazione stato civile

A-63

Statuto Civile nati e morti

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