Acqui Terme

  • Comunità

    Comunità estinta.

    Nel 1930 entrò in vigore la nota “Legge Falco”. La legge implicò l’aggregazione delle comunità “minori” a quelle più grandi: Acqui perse la sua autonomia e diventò dipendente da Alessandria. Nel 1985 anche Alessandria fu assorbita da Torino e, di conseguenza, la comunità ebraica di Acqui diventa Sezione della Comunità di Torino.

  • Archivio della comunità

    Parecchi documenti relativi alla Comunità ebraica di Acqui si trovano nell’archivio della Comunità di Alessandria (I e II versamento), conservato presso l’Archivio Terracini.
    Sezione di Acqui Terme
    Comunità israelitica di Alessandria

    Nel medesimo archivio sono anche conservate le carte della Confraternita di beneficenza (e misericordia) israelitica di Acqui.
    Confraternita di beneficenza (e misericordia) israelitica di Acqui

    Poche carte dell'Università particolare di Acqui Terme (1850-1853) sono conservate nell'archivio della Comunità di Casale Monferrato.
    Comunità ebraica di Casale Monferrato 1570-2009(parte I 1570-1946, parte II 1933-2009)

  • Soggetto conservatore dell’archivio

    Archivio delle Tradizioni e del Costume Ebraici Benvenuto e Alessandro Terracini
    Piazzetta Primo Levi 12
    10125 Torino

    Archivio delle tradizioni e del costume ebraici Benvenuto e Alessandro Terracini di Torino (SIUSA)

  • Emergenze storico-artistiche

    • Ghetto: istituito nel 1731 in due grandi palazzi tuttora esistenti attorno alla piazza del Mercato, vicino alla fontana dell’Acqua bollente. Si trattava di un gruppo di 13 abitazioni che riuniva circa 180 persone. Nella prima metà del XIX secolo il loro numero salì a 700, per poi decrescere rapidamente dopo l’emancipazione (1848). Tra via Ottolenghi, piazza Matteotti, via Battisti si trovano i palazzi più signorili abitati dagli ebrei più abbienti di Acqui nella seconda metà dell’Ottocento (il ghetto fu abbandonato tra il 1884 e il 1886).
    • Sinagoga: demolita nel 1881, sorgeva in via Portici Saracco 1 nel cuore del ghetto. Nel medesimo luogo fu costruita una nuova sinagoga finanziata da Jona Ottolenghi, appartenente a una delle più importanti famiglie ebraiche locali. A testimonianza di quest’ultima sinagoga (non più esistente), rimangono oggi solo documenti d’archivio e una lapide posta all'ingresso dell'edificio che la ospitava.
    • Cimitero: sito in Via Romita 31, su un terreno che fu acquistato nel 1836 in un momento di forte espansione demografica. È un luogo ricco di storia e di preziose lapidi. Cimitero
  • Personalità

    Jona Ottolenghi, industriale e filantropo che provvide alla creazione del nuovo tempio, ora distrutto, e diede vita alla “Società operaia Jona Ottolenghi 1890”.

    Israel Emanuel Ottolenghi, in rappresentanza delle due università israelitiche del Monferrato si recò nel 1806 al Gran Sinedrio voluto da Napoleone a Parigi.

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